10-06-2026
Perché un bambino non riesce a staccarsi dallo schermo?
Quando spegnere uno schermo è più difficile di quanto sembri
"Possibile che non riesca a spegnerlo?" "Perché ogni volta che tolgo il tablet scoppia una crisi?" "Perché sembra che non si stanchi mai di guardare video?" Molti genitori vivono quotidianamente queste situazioni e finiscono per sentirsi frustrati, arrabbiati o impotenti. A volte nasce il dubbio che il bambino sia diventato "dipendente" o che non abbia abbastanza autocontrollo. In realtà, molto spesso, dietro questa difficoltà non c′è mancanza di volontà. C′è un cervello in crescita che sta reagendo esattamente come è stato progettato per reagire. GLI SCHERMI PARLANO LA LINGUA DEL CERVELLO Il cervello umano è naturalmente attratto da tutto ciò che è nuovo, interessante e imprevedibile. Fin dalla nascita siamo programmati per prestare attenzione a ciò che cambia, si muove e cattura il nostro interesse. Gli schermi sfruttano perfettamente questo meccanismo. Video brevi. Colori accesi. Suoni. Movimenti continui. Contenuti che cambiano rapidamente. Ogni volta che compare qualcosa di nuovo, il cervello si attiva. E continua a cercare ciò che verrà dopo. "Ancora uno." "Ancora un video." "Ancora un livello." IL RUOLO DELLA DOPAMINA Quando il bambino utilizza uno schermo, nel cervello si attivano i circuiti della ricompensa. Tra le sostanze coinvolte c′è la dopamina, un neurotrasmettitore che aiuta il cervello a riconoscere ciò che è interessante e merita attenzione. La dopamina non produce semplicemente piacere. Produce soprattutto desiderio. Spinge il cervello a cercare ancora. È il motivo per cui spesso il bambino non chiede un video perché sta guardando proprio quel video. Lo chiede perché il cervello è già orientato verso il successivo. Il PROBLEMA NON È INIZIARE IL PROBLEMA È INTERROMPERE Molti genitori osservano una cosa curiosa. Il bambino può sembrare tranquillo mentre guarda uno schermo. La difficoltà emerge quando deve smettere. Questo accade perché interrompere un′attività altamente stimolante richiede capacità di controllo e autoregolazione che nei bambini sono ancora in costruzione. Per un adulto può essere difficile interrompere una serie televisiva o smettere di scorrere i social. Per un bambino è ancora più complicato. LA CORTECCIA PREFRONTALE NON È ANCORA PRONTA La parte del cervello che ci aiuta a: fermarci, aspettare, gestire la frustrazione, controllare gli impulsi, passare da un′attività all′altra, continua a svilupparsi per molti anni. Per questo motivo spesso i bambini sanno che il tempo è finito. Sanno che devono spegnere. Ma non riescono a farlo facilmente. Non perché siano oppositivi. Ma perché il loro cervello non possiede ancora gli stessi strumenti di quello di un adulto. QUANDO ARRIVA LA CRISI Nel momento in cui lo schermo viene spento, il bambino perde improvvisamente: la stimolazione continua; la prevedibilità; la gratificazione immediata; l′attività che stava occupando completamente la sua attenzione. Per alcuni bambini questo passaggio è molto faticoso. La rabbia che vediamo non è necessariamente una strategia per ottenere di più. Spesso è il segnale di una reale difficoltà nel gestire la transizione. È il cervello che sta cercando di adattarsi a un cambiamento improvviso. COSA PUÒ AIUTARE? Sapere cosa accade nel cervello non significa rinunciare ai limiti. Anzi. I bambini hanno bisogno di limiti chiari e coerenti. Ma possono avere bisogno anche di aiuto nel passaggio. Può essere utile: avvisare qualche minuto prima; utilizzare routine prevedibili; accompagnare la transizione verso un′altra attività; mantenere una presenza calma e rassicurante; accogliere la frustrazione senza interpretarla immediatamente come disobbedienza. Perché spesso il bambino non sta cercando di sfidare l′adulto. Sta cercando di gestire qualcosa che, in quel momento, è ancora troppo difficile per lui. COMPRENDERE PRIMA DI GIUDICARE Quando un bambino fatica a spegnere uno schermo non significa necessariamente che sia viziato, capriccioso o dipendente. Molto spesso significa che il suo cervello sta reagendo a un′esperienza progettata per catturare l′attenzione e mantenerla il più a lungo possibile. Comprendere questo non significa eliminare le regole. Significa applicarle con maggiore consapevolezza. Perché dietro a molti "Ancora cinque minuti!" non c′è soltanto una richiesta. C′è un cervello in crescita che sta imparando, lentamente, a gestire desideri, emozioni, frustrazioni e autocontrollo. Sono Claudia Baio, psicologa e specializzanda in Psicoterapia Espressiva. Attraverso il progetto Bambini e Schermi Consapevoli mi occupo di divulgazione sul rapporto tra sviluppo emotivo, genitorialità e dispositivi digitali, con l′obiettivo di aiutare famiglie e professionisti a comprendere cosa accade davvero dietro l′uso degli schermi.